Overblog Suivre ce blog
Administration Créer mon blog
13 octobre 2013 7 13 /10 /octobre /2013 22:45

ذهبت إلى المدرسة... ولم أدخلها

جوزف أبي ضاهر

إلى حفيدي «أودن» في اليوم الأول

لدخوله المدرسة 3/10/2013

صباح أمس ذهبت إلى المدرسة.

لأوّل مرّة أذهب إلى المدرسة.

لم يكن اسمي مكتوبًا في دفتر الدخول.

كان اسم حفيدي «أودن» مسجّلاً، فدخلت معه مختبئًا به.

دخلت إلى عالم جديد لم أعرفه.

غرف المدرسة فارغة حتّى من اللوح الأسود، ولا طبشورة لأتضارب بها مع «الرفاق»،

أو «لنخربش» معًا صورة «المعلّم» صاحب النظّارتين السميكتين والصوت الأجش.

كانت هناك عوضًا عنه «آنسة»، ربما، تلبس تنّورة لا طويلة ولا قصيرة، تصل نزولاً إلى حدّ الركبتين، وصعودًا الخصر المشدود شدًّا متقنًا. وهي في الشكل العام على شيء من الترتيب، يصل إلى ما يجمّل الوجه ويخفي ما لا تُسَر العين به.

لم أجد بين الطلاب من كان يلبس المريول الأسود، مثلي. كانت الألوان زاهية: زهر، أزرق سماوي، أو ما أضيف إلى المريول من خطوط الطول والعرض تزينًا، مع شارة على الصدر ترفع من شهرة المدرسة.

وقفت حائرًا، مرتبكًا.

لا يحمل أي تلميذ «بيتَ كتبٍ» خاطته له أمه، أو جدّته، وفي أحسن الأحوال جارة تعمل في الخياطة احترافًا وذوقًا.

حتّى أنني لم أجد «شنطة» عصريّة في يد أحد الصغار، الأكبر منّي عمرًا ومعرفة.

رأيت في أيديهم آلة متوسطة الحجم، أي وسع مساحة الكفّين أو ضعفهما. وسمعتهم يصفونها بالـ «آي باد». ويستعيضون بها عن الكتب والدفاتر والقرطاسيّة التي أخذت المدرسة مبلغًا عنها، ولو لم تكون موجودة، إضافة إلى القسط الذي وفّرته العائلة محسومًا من رواتب شهريّة في «قجة» أو «صرّة» لساعة الحساب، وقد أتت.

شددت بيدي على «بيتِ الكتبِ»، أو الكيس الأسود المعلّق من رقبتي، ومتدليًا جانبيًا إلى الخصر، شددت عليه للتأكد من أن «عروس الزعتر والزيت» ما تزال موجودة. ومضغت فراغًا في الفم وشهيّة. ليتهم وضعوا لي معها «عروس تين مطبوخ». النهار طويل، والقابلية على الأكل تنفتح مع اللعب والركض والصراخ مناداة وهيصة.

وثانية تحسّست «بيتَ الكتبِ» لأتأكد من أن اللوح الصغير في داخله لم ينكسر: «بعد بكّير تتصير تكتب بالريشه وتنقّط حبر ع صابيعك».

هذا «البكير»، أظنّه لم يعد موجودًا، ولا حاجة به «لرفاقي» الصغار، الأكبر منّي عمرًا. رأيتهم يكتبون بأصابعهم على الآلة الوسع الكفين أو ضعفهما، والتي تشبه اللوح الصغير الموجود في «بيتِ الكتبِ» معي... يكتبون، يرسمون، يقرأون، ولا خوف من نسيانهم جَدوَل الضرب والاحتساب السريع في الجمع والطرح والقسمة، ولا حاجة لأكل الزعتر والزيت «لتفتّح الذهن».

حين دخل «رفاقي» الجدد كلٌ إلى صفّه بقيت خارجًا، حتّى «أودن» حفيدي، دخل وبقيت خارجًا، لم ألحق به، ولم أختبئ به. خفت ينكشف أمري فيسخرون منّي، أنا الآتي من زمن الأحلام إلى واقعهم الذي لا أعرف عنه شيئًا.

 

عذرًا حفيدي «أودن»، لن أستطيع أن أكون معك، ولن أستطيع الاختباء بك، عمرك سبقني، سأرجع إلى البيت محنيّ الرأس، لم أستحق نعمة أن أكون في عمرك، وأكون لك رفيقًا في عمرٍ آتٍ سينظر إليَّ صورة بالأبيض والأسود.

Repost 0
Published by Abdo RAAD
commenter cet article
25 septembre 2013 3 25 /09 /septembre /2013 23:50

Intervista P Talal Maaloula

 

- Buon giorno padre Talal. Come va. (Talal Taalb, prete salvatoriano da Maaloula)

- Bene, grazie. Sono tornato oggi da Damasco dopo aver celebrato i funerali dei martiri di Maaloula, tra cui c’è anche il mio genero. E una catastrofe per la nostra famiglia e tutti i cristiani di Maaloula. Il mio cugino è ostaggio con tre altri parenti. 4 persone sono state assassinate. 11 persone prese in ostaggio. Altri circondati nel convento di Santa Tekla con bambine orfane. Più di 450 famiglie cristiane (questi hanno le loro abitazioni solo a Maaloula) hanno scapato e sono senza tetto. Non c’è più nessuno a Maaloula. Più di 2000 persone cercano abitazione.

- mi parli di cristiani, ma ci sono anche musulmani a Maaloula, cosa fanno?

- Sì, è vero. Il quarto quasi degli abitanti di Maaloula sono musulmani. Questi sono usciti dal villaggio la notte prima dell’inizio dei conflitti, credo che sono stati avvisati dall’opposizione per uscire. Alcuni dei musulmani di Maalouloa sono tra i guerrieri fanatici dell’opposizione. Ormai il vivere insieme tra cristiani e musulmani diventa molto difficile. Noi cristiani non siamo armati, abbiamo bisogno di un governo che ci protegge e questo governo non c’e più a Maaloula.

- ora come è la situazione?

- I combattimenti a Maaloula continuano. Le bande islamiste sono entrate nel villaggio. Hanno costretto la gente ad inviare messaggi falsi per velare la loro brutta figura. Alcuni, molto fanatici, hanno profanato i simboli della cristianità. Hanno occupato e rubato chiese e case e le hanno trasformate in campi di guerra. L’esercito ha sparato sulle case per liberare il villaggio e cosi le nostre case ed i nostri luoghi di culto sono distrutte. Il convento storico di Sergio e Bakho è occupato dai ribelli con l’albergo vicino. E stato bombardato da tutte le parti. Non sappiamo nulla dei tesori storici e delle icone che sono state dentro.

- credi che l’esercito libererà il villaggio?

- non credo, perche i ribelli hanno le strade aperte su altri città da cui possono avere sempre armi e aiuti logistici. Come Yabroud il villaggio vicino a Maaloula dove purtroppo i cristiani sono costretti a scappare e lasciare le loro case o pagare la Jizia (contributi ai fanatici). Di un'altra parte i militari regolari non possono usare armi robusti per non causare danni irreparabili agli edifici storici. Questi militari poi, sembra che hanno tanto da fare se l’America continua la sua minaccia contro la Siria. Per questo credo che la guerra a Maaloula non finisce velocemente. I rifugiati non torneranno presto nelle loro case.

- dove sono andati i rifugiati e quali sono i loro bisogni.

Padre Talal prende un respiro lungo e dice:

- i nostri bisogni e loro bisogni sono tantissimi. Abbiamo bisogno della pace prima di tutto. Abbiamo bisogno che il mondo mette giù gli armi. Il nostro paese non fabbrica armi ne chimiche ne normali. Abbiamo bisogno che il mondo pensi a noi. Il mondo parla di Maaloula come simbolo del cristianesimo in Siria in cui si parla ancora la lingua di Gesù. E il solo luogo in cui la gente parla ancora l’aramaico. Ma sembra che il mondo non ha più interessi a questi simboli. Non li importa che monasteri e chiese antiche siano danneggiate. Abbiamo bisogno Di ricostruire le nostre chiese simbolo della nostra esistenza e del valore umano di vivere insieme in pace con tutti gli altri. Abbiamo bisogno di ricostruire nostre case. La gente ha bisogno di piangere ancora di più!. La gente ha bisogno di pagare l’alloggio a Damasco o in Libano dove sono scappati. Hanno bisogno di tutto, perche sono scappati in una notte senza luna. Hanno lasciato tutto nelle loro case. Tutto è rubato. Tutto e distrutto. Hanno bisogno del mangiare e del bere. Hanno bisogni di soldi dopo aver perso i loro piccoli lavori agricoli nel villaggio. Hanno bisogno di mandare loro bambini alle scuole.

Abbiamo bisogno della preghiera e della speranza. Ti prego di venire pregare con noi domani oggi alle 5 nel vescovato dei melkiti a Beirut. vogliamo pregare per il riposo delle anime dei nostri martiri, all’intenzione dei feriti, dei profughi e degli ostaggi…

- sicuramente domani saremo tutti li. E la festa di Santa Tekla che ha un monastero a Maaloula.

- sì. In questo monastero ci sono ora quasi 40 persone (suore e bambine orfane e alcuni rifugiati) che non hanno più nulla. Non possono uscire a causa dei bombardamenti continui. Nel villaggio non c’è nessun negozio. Si fanno appello alla croce rossa e agli ONG per venire al loro aiuto.

- Padre Talal, finalmente, cosa pensi del futuro di Maaloula.

- il nostro destino e oscuro. Siamo ormai profughi come tanti altri siriani. La nostra situazione è più difficile. I conflitti non finiscono presto, credo. E noi come cristiani, di un lato, non siamo benvenuti dai fanatici che occupano una parte del villaggio, e di un altro lato siamo poveri, e noo è facile per noi ritornare e ricostruire in un mondo in cui mancano gli aiuti. Ora viviamo il dolore e l’attesa. Questa vita continua per i mesi (e spero non per gli anni) prossimi.

- Grazie padre Talal. Cerchiamo di aiutare la gente tramite alcune ONG amiche. Speriamo bene nonostante tutte le contraddizioni.

 

Repost 0
Published by Abdo RAAD
commenter cet article
25 septembre 2013 3 25 /09 /septembre /2013 07:11

 

 

 

صاحب السيادة المتروبوليت كيرلس سليم بسترس السامي الإحترام

أيّها الآباء الأجلّاء ، أيّها الإخوة الأحبّاء!

            في مثل هذا اليوم من كلّ سنة، تعوّد أهل معلولا المغتربون عنها وكذلك محبّوها وأصدقاء أبنائها أن يحجّوا إليها، إلى دير القدّيسة تقلا أولى الشهيدات ومعادلة الرسل حيث ضريحها وذخائرها باقية هناك في أمان منذ ما يقارب 1950 سنة، والتي نعيّد لذكرى رقادها اليوم. لكنّنا ونحن مبعدين عن معلولا قسرًا، التأمنا في هذه الكاتدرائيّة المباركة (يوحنا فم الذهب في بيروت) لنرفع الصلاة لربّنا وإلهنا ومخلّصنا يسوع المسيح له المجد كي يرأف بنا ويرحمنا ويرحم أبناءه أولاد معلولا المؤمنين الأتقياء، أولاد هذه المدينة الوادعة التي حفظت سكانها على مدى العصور واحتضنتهم في كنف جبالها الشامخة ومغاور صخورها كما حفظت القدّيسة تقلا من جور الاضطهاد وكما حفظ أبناؤها أيضًا إيمانهم ثابتًا ولغتهم الآرامية متداولة.

            أبناء معلولا هم في الأصل سوريون. وقد قسى الزمان على وطننا سورية في محنته وأزمته، واشتدّ الضيق على جميع الناس، واستشرى العنف والخطف والإرهاب، وسُفكت الدماء وبُترت الأطراف ونُحرت الأعناق وقُطعت الهامات بعد أن غُيّبت لغة العقل والحوار وساد الحرام والتطرف والتكفير... وما عسانا فاعلين ونحن في خضمّ هيجان ثقافة الموت والفكر الغريب عن ثقافتنا وحضارتنا وإنسانيّتنا وإيماننا... ما عسانا فاعلين وقد أوصانا الربّ يسوع أن نكون فرحًا وسلامًا للآخرين وأن تكون رسالتنا رسالة محبة وشركة وخدمة وشهادة. إذًا، ليس لنا من سبيل إلّا أن نحبّ بلا رياء وأن نمقت الشرّ ونعتصم بالخير، لأنّ محبّتنا وسلامنا ورسالتنا متجذّرة في خدمة الرب وعبادة الإله الواحد القدّوس.

            لقد غزانا المسلّحون وجماعاتهم الإرهابيّة في الرابع من أيلول بعد تفجير حاجز الجيش العربي السوري المتواجد على أطراف المدينة فسقط 17 شهيدًا من الجنود الذين فوجئوا وهم نيام. وأُعلن النصر المبين... (لقد تمّ تحرير معلولا من كتائب الأسد والشبّيحة على حدّ قولهم، وتمّ بعون الله تحرير أولى عاصمة الصليبيّين في الشرق على حدّ زعمهم. وأعجباه أيّها العرب والمسلمون... منذ متى كان مسيحيّو معلولا والشرق عامّة صليبيّين... هل أتاكم مسيحيّو الشرق غزاةً ومغتصبين؟ أم تراهم اليوم يتوسّلون الغرب الملقّب أصلًا صليببي منذ مئات السنين أن يقصف المدن والقرى السورية لإنقاذهم... لماذا الإكراه في الدين والدعوة إلى إشهار الإسلام بقوة السيف وترهيب النيران؟ لماذا؟ لقد صان المسيحيّون المشرقيّون العيش المشترك مع إخوتهم المسلمين منذ 1400 سنة... فلماذا يتبنّى المسلّحون وجماعاتهم الإرهابيّة الخطاب الطائفي في معلولا ولماذا الإصرار على توصيف معركتهم فيها على أنّها طائفيّة؟ هل من جواب؟ لماذا جُلب الغريب والأجنبي إلى بلدي؟ لماذا التهجير من المنازل بعد أن مُنعنا لشهور عديدة من العمل في أراضينا وتحصيل غلّات رزقنا... لقد هُجرنا من منازلنا قسرًا وقُتل منّا مَن قُتل ظلمًا وهم عُزّل لرفضهم إشهار الإسلام وخُطف من خطف وما زال مغيّبًا. نسأل الله الرحمة لنفوس الشهداء الطاهرة والعودة للمخطوفين سالمين إلى أهلهم وعيالهم. في خضمّ هذه الهجمة الغوغائيّة قُصف دير مار سركيس وباخوس أقدم أديار العالم، المبني سنة 312 م. ودٌنّست بيوت الله والمقامات والمعابد بعد أن كُسِّرت الصلبان وحُطِّمت الأيقونات المقدّسة.. وما زالت المعارك قائمة كرًا وفرًا والقنص والغدر سيدا ميادينها... أما البيوت فكلّها فارغة من أهلها وبعضها يتعرّض للحرق والسلب والنهب والتخريب... هذا هو حال معلولا اليوم. أمّا حال أبنائها فلا ينبئ لهم خيرًا. فقد هجّروا من مدينتهم ومنازلهم ومدارسهم وأرزاقهم... وقسوة الحياة وغلاء المعيشة وفقدان كلّ شيء إلّا كرامتهم يلقي الوزر الأكبر على معاناتهم اليوميّة والمتواصلة إلى الآن. كلّ هذا حصل والناس تردّد: "الله يجيرنا من الأعظم". فمن رأى ملمّة غيره يهون عليه ما ألمّ به. والمؤمن بيسوع يبقى مؤمنًا ثابتًا بالرب لا يتغيّر ولا يغيّر في قناعاته ومعتقداته ونمط حياته. فما يطرأ علينا من الخارج يبقى خارجًا وما يصدر منا ينبع من قلوبنا ونفوسنا المختومة بختم الروح القدس والمهيّأة لتكون مسكنًا لله... فالإنسان في طبيعته الحقة هو صورة لله ويعيش مؤمنًا ليكتمل بالله، وإن صدر عنه الشرّ فهو بحاجة إلى توبة ومغفرة. لقد دعانا يسوع للمحبّة والغفران. وأوصانا أن نحبّ بعضنا بعضًا وأن نحبّ أعداءنا، وأن نبارك الذين يضطهدوننا، أن نبارك ولا نلعن، أن لا نكافىء أحدًا على شرّ بشرّ،... أن نسالم جميع الناس إن أمكن، وما استطعنا إلى ذلك سبيلًا... دعانا لنواظب على الصلاة وليكن فينا فرح الرجاء وأن نصبر في الضيق ونعكف على ضيافة الغرباء وأن لا ننتقم لأنفسنا، لأنّه قد كتب: "لي الانتقام، أنا أجازي، يقول الرب". نحن نخضع للسلطات المنصّبة، لأنّه لا سلطان إلّا من الله، كما يقول القدّيس بولس الرسول في رسالته إلى أهل روما (12: 9-13). لذلك ندعو اليوم كل السلطات المنصّبة في العالم وخصوصًا العظمى منها والمقتدرة على صنع السلام ونشر العدل وإحقاقه وإزكاء التنمية وتوزيع خيرات الأرض ومقدراتها بما يخدم الإنسان والحضارة ندعوها لتحمّل مسؤوليتها في مجلس الأمن وهيئة الأمم المتحدة. ندعوها لاحترام القانون الدولي وحق الشعوب في تقرير مصيرها واختيارها لنمط الحكم والسلطة وسياسة البلاد... ندعوها بأن تبصر بعينين اثنتين لا بعين واحدة... وأن تكيل بمكيالٍ واحدٍ لا بمكيالين...

ندعو الدول العظمى وكلّ السياسيّين القيمين على سياستها أن ينظروا بعين العطف والرأفة بشعب سوريا المعذّب وأن يكفّوا عنه شرّ بلاياهم وما ورّدوه لهذا البلد منشأ الحضارات ومهد الديانات والرسالات السماوية... كفانا تدميرًا للحضارة والفكر والإيمان وقيم الدين والأخلاق... كفانا اختراقًا للقانون وانتهاكًا لحرّية الإنسان وكرامته، كفانا ضياعًا وانحطاطًا... ليرفع ساسة العالم رؤوسهم ويمعنوا النظر في المستقبل القريب ويخبرونا هل هذا هو العالم الجديد الذي يريدونه لأبنائهم وأبنائنا؟... هل اختاروا الحرب عوض السلام والموت عوض الحياة والحقد والبغض والكراهيّة عوض المحبّة والغفران؟ هل هذا حقًا ما يشاؤون؟ نحن لا نريد ما قد اختاروه لنا... نحن نريد عالمًا يسوده العدل والسلام والأخوّة والمساواة والمحبّة... نريد وطنًا نهنأ به، ونعيش في ظلّ أمنه حياة مطمئنة وادعة بكل تقوى ووقار. هذا هو خيارنا، هذه هي رسالتنا وهذه هي كلمتنا. نحن أبناء معلولا نريد أن نولد مسيحيّين وأن نحيا مسيحيّين وأن نموت على إيماننا بالمسيح... نريد أن ننطق بلغة المسيح اللغة الآرميّة ولغة المحبة. نريد أن نحيا ونشهد لهذه المحبة... نريد أن نبقى في معلولا... هذه اللؤلؤة السماوية والجوهرة المغروسة في أرض القداسة... لا نقبل الذلّ والمهانة... ولا نرضى بالضيم والإكراه ونرفض أن نكون أهل ذمّة... نحن أصحاب الأرض وفي كتب التاريخ لنا صفحات مشرّفة... خُلقنا أحرارًا وهكذا ينبغي أن نكون. لكم منّا كلّ المحبّة والأمانة والإخلاص، ومن يسوع المسيح له المجد نسأل لكم الرحمة والغفران والسلام.

"مجتا ليخ يا نُهر التنيا، مجتا لَلُوه تي بشمو عَ لرعاشلوما وطيبثا ورحموثا بلبّ البناشو".

                                                                                                           

                                                           الأرشمندريت مكاريوس وهبي المخلّصي

                                                             النائب الاسقفي العام في كندا.

                                                                                                      24 – 9 - 2013

 

 

 

Repost 0
Published by Abdo RAAD
commenter cet article
23 septembre 2013 1 23 /09 /septembre /2013 12:27

رسالة الأمين العام (الأمم المتحدة) لمناسبة اليوم الدولي للسلام
السبت 21 أيلول/سبتمبر 2013

 

                                                                                                                                                        

            يعد اليوم الدولي للسلام مناسبة للتأمل - فهو يوم نكرر فيه قناعتنا بنبذ العنف، وندعو إلى وقف عالمي لإطلاق النار. ونطلب من الناس في كل مكان الوقوف دقيقة صمت، عند الظهر بالتوقيت المحلي، لتكريم الذين قضوا في النزاعات والناجين الذين يعيشون وهم يعانون يوميا من الصدمة والألم.

وفي هذا العام نسلّط الضوء على التعليم من أجل السلام. فالتعليم أمر حيوي لتعزيز المواطنة العالمية وبناء مجتمعات تنعم بالسلام.

وفي حزيران/يونيه، جاءت إلى الأمم المتحدة التلميذة الباكستانية مالالا يوسفزاي، التي تعرَضت لمحاولة اغتيال قامت بها طالبان، بسبب نضالها من أجل الحق في التعليم. وقالت مالالا: ”يمكن لمعلم واحد، كتاب واحد، قلم واحد أن يُغيّر العالم“. وهذه هي أقوى أسلحتنا.

ولهذا السبب، فقد أطلقت في العام الماضي مبادرة التعليم أولا العالمية. فكل فتاة وكل فتى يستحقان الحصول على تعليم جيد وتعلّم القيم التي من شأنها أن تساعدهما على رؤية أنفسهما كجزء من المجتمع العالمي.

والحكومات والشركاء في التنمية يعملون من أجل التحاق كل طفل بالمدرسة وتلقي تعليم جيد لإعداده للحياة في القرن الحادي والعشرين. وثمّة قوة دفع جديدة في البلدان التي لديها احتياجات أكبر، كالبلدان المتضررة من النزاعات، وهي موطن لنصف الأطفال المحرومين من التعليم كافة. ولكن يجب علينا أن نفعل أكثر من ذلك - أكثر من ذلك بكثير. فهناك سبعة وخمسون مليون طفل لا يزالون محرومين من التعليم. وهناك ملايين علاوة عليهم في حاجة إلى تعليم أفضل.

إن تعليم الأطفال الأكثر فقرا وتهميشا يتطلب قيادة سياسية جريئة وزيادة في الالتزام المالي. ولكن المعونة المقدمة للتعليم قد انخفضت للمرة الأولى خلال عقد من الزمان. وعلينا أن نعكس اتجاه هذا الانخفاض وإقامة شراكات جديدة وتوجيه اهتمام أكبر بكثير لجودة التعليم

وفي هذا اليوم الدولي للسلام، فلنتعهد بأن نعلم أطفالنا قيم التسامح والاحترام المتبادل. ولنستثمر في المدارس والمعلمين، الأمر الذي من شأنه بناء عالم منصف وشامل للجميع يحتضن التنوع. ولنناضل من أجل السلام والدفاع عنه بكل ما أوتينا من قوة      

 

Repost 0
Published by Abdo RAAD
commenter cet article
8 septembre 2013 7 08 /09 /septembre /2013 23:59
السيدة ج. ل. المحترمة
 
تحية طيبة
بناء على طلبكم نرسل لكم بعض الأفكار التي استنتجتها جمعيتنا، جمعية الناس للناس، من بعض المزارعين في منطقة الشوف إقليم الخروب.
 
-1- الحاجة إلى مصداقية التعاطي مع المؤسسات: لا يشعر المزارعون أن المؤسسات تتعاطى بصدق فهي تكثر من الكلام ولا تساعد بشيء إلا بالقليل. منذ فترة مثلا تم إرسال استمارات لكم ولتاريخه لم يعلم المزارعون ماذا حل بها.
 
-2- الحاجة إلى التسويق: يتمنى المزارعون أن تقوم جهة معينة بمساعدتهم في تسويق منتجاتهم بأسعار معقولة من زيت ودبس وصابون وماء الورد والزهر ودبس الرمان والحصرم والعسل وغير ذلك... لأن تعليمهم كيفية الإنتاج وتدريبهم الذي تتهافت عليه المؤسسات لا يجدي نفعا إن لم يكن هناك تسويق للمنتج. ليس هناك من حاجة لزراعة الزيتون، ولا للمعاصر ولا لتعليمهم الزراعة. فعدد أشجاره تصل إلى حوالي المليون والمعاصر أكثر من خمسين... إنما الحاجة للتسويق. المنتجات مكدسة وأخيرا اشترت الحكومة زيتا بأسعار بخسة ولم تدفع ثمنه بعد، مما يجلب لها لعنات المزارعين الذين لا تهتم بهم أصلا ولا بطبابتهم ولا بضمانهم ولا بتأمين أولادهم ولا بإعطائهم المياه والكهرباء، وترهق كاهلهم بالضرائب... يعني دولة مجرمة بطريقة غير مباشرة!!
 
-3- الحاجة إلى معصرة دبس متطورة وحديثة للخروب والعنب وغيره، تقوم جمعية الناس للناس بإدارتها وتسهل صناعة دبس الخروب وزراعته، لا سيما وأن المنطقة تسمى إقليم الخروب وعما قليل سوف لن يعود فيها خروب!! (دون أن ننسى المساعدة في التسويق)
 
-4- إنشاء بحيرات صغيرة أو برك كبيرة للري لا سيما في حالات انحباس المطر (بانتظار أن تقوم الدولة الفاشلة بكل شيء تقريبا، بإنشاء السدود).
 
-5- المساعدة في تأمين ضمانات اجتماعية وتأمين ضد المرض والبطالة للمزارعين وعائلاتهم، من خلال تأمينهم في شركات تأمين محترمة. وجمعية الناس للناس مستعدة للمساعدة اللوجستية بهذا الموضوع في حال أمنتم تمويله.
 
        هذه بعض الحاجات الأساسية ولا نر فائدة من كثرة الكلام ولا من كثرة الدراسات. الحاجات واضحة. المهم أن تأتي المساعدة على قدر الحاجة.
        نجدد شكرنا لكم ونعتذر عن الحدة في طرح المواضيع، وما سببها إلا ألم المزارع وحسرته على ما هو عليه في وطن حزين ينسد بوجهه باب العيش.
أدامكم الله وقدركم على القيام بما ينفع الناس وأعطاكم دوام الصحة والعافية والبركة
الأب عبدو رعد
رئيس جمعية الناس للناس
Repost 0
Published by Abdo RAAD
commenter cet article
6 septembre 2013 5 06 /09 /septembre /2013 21:20

Profughi siriani in Libano

Giorni fa abbiamo cominciato a registrare i bambini a scuola per l’anno 2013-2014. Oggi entra nel mio ufficio piangendo la signora H. J.:

“- che cosa hai? Dico, pure prima di salutare.

- non posso pagare la scolarità.

- allora metti i tuoi figli nella scuola pubblica.

- non posso pagare il trasporto, la scuola è lontana, neanche posso pagare i libri… e credo che non ci sono più posti per noi siriani. E tu sai cosa vuol dire scuola pubblica…

- ma… cosa lavora tuo marito?

Piangendo ancora di più dice:

- dopo aver scapato dalla Siria, ha cercato di lavorare nei terreni, a salario pochissimo… e purtroppo… è caduto sotto una macchina agricola, ha rotto il piede… e da quattro mesi che sta al letto. Siamo siriani, non abbiamo nessuna assicurazione. Mia figlia ha bisogno di essere operata nel dito del piede… e una cosa costosa in Libano almeno 900$ dopo tutte le riduzioni. In Siria non possiamo più tornare.

- hai parlato con ONG di aiuto?

- non serve parlare con le associazioni perche questi hanno solo domande e parole che non riempiscono la pancia, ne colmano il dolore.

Lei entra nel silenzio. Anch’io. Pur sapendo che non possiamo fare tante cose per aiutare questa gente, già tantissimi libanesi hanno bisogno di aiuto e non possiamo fare granché per loro… ho detto:

- va bene signora, calmati. Non ti preoccupi per la scolarità dei tuoi figli nemmeno per il trasporto a scuola. Speriamo di poter aiutarvi….”

Ecco uno dei casi che riscontriamo ogni giorno. Sono anche casi più difficili. Questa famiglia ha un domicilio, tanti non hanno il domicilio. Altri hanno perduto famigliari nelle guerre…

Si parla di un milione di rifugiati in Libano, di cui 800 mila registrati a UNHCR. Già i lavoratori siriani che sono in Libano arrivano fino a 600 mila durante l’estate. Questi, quasi tutti hanno fatto arrivare le loro famiglie.

Questi rifugiati profughi in particolare donne e bambini, sono esposti a fenomeni di violenza, abuso sessuale e sfruttamento minorile (la UNICEF parla di tantissimi casi di lavoro minorile e matrimoni precoci e di 70% di bambini senza scuola) Quelli che hanno affittato case dall’inizio della guerra in Siria, non riescono più a pagare l’affitto. Questi non pensavano che la guerra durerà tanto e non sanno se finisce presto. Gli accampamenti illegali su terreni dei libanesi crescono ogni giorno senza nessuna organizzazione e non hanno ne docce ne bagni.... pure questi costano perche il terreno viene affittato. Non pagare l’affitto comincia a creare problemi in cui non manca l’uso degli armi. Più di 20% dei rifugiati vivono ora senza casa. I fortunati tra di loro hanno avuto dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) lenzuola di plastica per costruire alloggi, e un piccolo aiuto in denaro dopo tante ispezioni. La maggior parte vive però nei villaggi e nelle città, dove sono confrontati a innumerevoli problemi e sono l’aspetto grave ed invisibile della crisi.

Tutto questo senza parlare dei problemi dei disabili che nessuna tocca. Questi vivono la miseria peggiore.

Ultimamente e dopo l’annuncio di un attacco americano contro la Siria, la strada tra Damasco e la Bekaa che era ogni giorno quasi vuota, diventa affollata da nuovi profughi. Questa volta non da profughi che hanno perso loro case, ma da profughi che hanno paura di perdere loro vita sotto i missili americani, come quelli caduti anni fa in Iraq.

Questi profughi sono alla ricerca di un domicilio prima di tutto. ONU e alcune ONG hanno offerto le tende. Tende sparse in campi non ufficiali, soprattutto nella valle della Bekaa e nel Nord. Tutti i loro abitanti raccontano le catastrofi ma hanno paura di dire il loro nome o di dare la loro foto.

Tanti profughi sono sparsi su tutto il territorio libanese a Beirut, nel Sud e nel monte del Libano, sarebbe più sicuro per loro. Perche Nord e Bekaa sono vicini alla frontiera con la Siria e le possibilità dei conflitti sono più grandi. In alcuni villaggi sono più profughi che abitanti.

Giorni fa, un’esplosione a Tripoli ha prodotto trenta vittime e centinaio di feriti tra cui siriani. Nella Bekaa, come in tutto il Libano, i sunniti libanesi in maggioranza sono contro il governo siriano. Per loro questo governo avrebbe ucciso il loro capo Hariri nel 2005. La maggioranza degli sciiti è con il governo siriano. Per loro il governo siriano aiuta il partito di Dio contro Israele e contro i musulmani sunniti fondamentalisti. I drusi a maggioranza sono contro il governo che avrebbe ucciso nel 1976 il loro capo Jumblat. I cristiani sono divisi in due parti quasi uguali. In questo mosaico la guerra scoppia a volta sul territorio libanese sulla base della politica di ogni parte. Il governo libanese che non c’è più da mesi, cerca di tenere la sicurezza, ma non c’è niente da fare in un paese pieno di armi e diviso politicamente. La questione è molto delicata. I libanesi hanno vissuto una guerra civile tra 1975 e 1990, che non è finita ancora a causa della presenza di profughi palestinesi che è stata un fattore di divisione.

La maggioranza dei profughi sono poveri. A questi poveri si aggiungono tanti poveri libanesi, e tutti sono pronti a fare guerra se saranno pagati. La guerra che semina la morte sembra per loro un mezzo per vivere, come se fosse un lavoro. I datori di questo lavoro non mancano. Sono sia i paesi ricchi del Golfo che sembrano usare loro soldi in una politica americo-israeliana, sia Iran in una visione politica contro di quella americana.

A livello economico la cosa è più dura ancora. Il commercio tra Siria e Libano e quasi rovinato. Niente turismo, niente scambi. La Siria è la via del Libano verso il Golfo. Il commercio via aeri e molto costoso dal Libano. Strade chiuse. Commercio bloccato.

Gli aiuti sono pochissimi. Nella Bekaa e nel Nord sono migliori di quelli nei villaggi lontani nel monte del Libano e nel Sud, (sono stato a Wadi Khaled sulla frontiera nord con la Siria, con due amici italiani mesi fa, e abbiamo potuto scoprire questo) forse perche le associazioni lavorano di più nella zona vicina alla frontiera, anche i governi sia per dare aiuti, sia pure per dare armi!. La maggior parte dei nove centri di Medici senza Frontiere è nella Bekaa, alcuni sono nella zona più calda, tra Hermel e Aarsal.

Le parole molto usate dai profughi sono come questi: “Nessuno ci aiuta. Non ci sono medicine. Il latte per i bambini manca. I nostri bambini sono per strada senza scuola. (Notiamo che tra i rifugiati i bambini sono tanti. Le famiglie musulmane siriane fanno tanti figli.). Non conosciamo cosa vuol dire elettricità. Da sapere che in Libano l’elettricità per i libanesi stessi manca tanto.” Dove viviamo noi per esempio, abbiamo solo dieci ore di elettricità.

Nel mondo del lavoro i profughi, e proprio per vivere, accettano paghe basse facendo crollare il mercato locale della manodopera. I libanesi non sopportano più questo e si mettono contro gli aiuti dati ai siriani richiamando i loro diritti ad essere aiutati. Il governo libanese non organizza nulla e non fa nulla. Quasi la metà della popolazione in Libano sono stranieri. Tanti vivono in modo illegale.

A tutto questo si aggiungono problemi psicologici. Alcuni vengono in Libano nella speranza di trovare terra promessa, forze fu un sogno per loro venire in Libano, come il sogno dei libanesi di partire in Europa. In realtà hanno trovato le cose peggiori. Il Libano è pieno di problemi, di povertà e d’ingiustizia. I conflitti, le paure e le esplosioni non mancano. La loro psicologia e distrutta, quella dei bambini è più distrutta ancora.

La comunità internazionale sembra distribuire armi tanto più che cibo e medicine. Che strano che gli armi non finiscono!! Invece l’acqua, l’olio, il latte, il pane… finiscono subito.

I capi e i governatori libanesi non vogliono saper nulla per non fare nulla. Non sanno che questa miseria esiste perche non la vedono, vivono nei loro palazzi e per loro non manca nulla. Continuano a litigare sulla formazione del governo e su loro interessi privati, e non fanno nulla né per i cittadini né per i rifugiati.

La società civile ha tanta paura che il libano diventi la vittima della presenza dei profughi. Molti entrano in modo illegale. Non perche e proibito entrare ma perche non vogliono essere identificati.

Il fatto che la vita continua sembra un miracolo. Ma questo miracolo per quanto tempo durerà?

E noi, come ONG sul terreno, non possiamo fare quasi nulla davanti a bisogni infiniti: uomini senza lavoro, donne che hanno bisogno di partorire, bambini per strada…

Un po’ di vestiti usati, un po’ di cibo che distribuiamo non è niente di fronte a questa tragedia. La nostra solidarietà si scontra con condizioni economiche molto difficili.

C’è ancora tanto da dire e da raccontare… ma servono qualche cosa questi racconti?

 

Che cosa possiamo fare?

L’aiuto che dobbiamo dare ai rifugiati deve in qualche modo anche appoggiare i poveri libanesi per limitare le tensioni tra comunità ospitante e rifugiata. Per esempio:

- compriamo olio e altre cose da agricoltori libanesi e distribuire sui rifugiati.

- pagare l’affitto ai poveri libanesi che hanno dato case o terreni per ospitare i rifugiati.

- paghiamo un conducente libanese per trasportare bambini siriani a scuola.

- paghiamo una parte della scolarità a scuole private.

- chiedere ai libanesi ospitanti un’assistenza psicologica per le vittime di violenza.

- chiedere ai giovani libanesi che sono senza lavoro di fare delle attività educative per bambini siriani, dando loro un salario minimo.

- formare le donne, (soprattutto madri) libanese e siriane insieme, alla vita in pace e nel rispetto.

In questo modo possiamo ridurre la tensione e realizzare lo slogan dall’associazione Annas Linnas preso dall’inizio della guerra siriana: “sei siriano sei il mio fratello”.

 

Repost 0
Published by Abdo RAAD
commenter cet article
6 septembre 2013 5 06 /09 /septembre /2013 21:17

LES VERTUS THERAPEUTIQUES DU BASILIC

Le basilic est considéré comme faisant partie des fines herbes, que l’on apprécie et utilise comme assaisonnement. Elles sont de manière générale consommées en petites quantités ce qui leur permet d’apporter à l’organisme certains nutriments.

On y retrouve des antioxydants qui réduisent les dommages causés par les radicaux libres. Les radicaux libres sont des molécules d’oxygène instables et incomplètes qui peuvent se retrouver dans l’organisme et qui tentent de s’accoupler à des éléments de nos propres cellules afin de se compléter. Dans l’opération, ils détruisent alors des cellules saines. Les antioxydants jouent un rôle important, celui de gendarmes face aux radicaux libres qui sont impliqués dans l’apparition des maladies cardiovasculaires et neuro-dégénérative, du vieillissement et de certains cancers en plus de stimuler le système immunitaire.

L’antioxydant que l’on retrouve dans le basilic est l’acide rosmanirique qui appartient au groupe des polyphénols. Cet acide est absorbé par les cellules du système gastro-intestinal, puis conjugué et méthylé au niveau hépatique. évacué ensuite par les voies urinaires. Des flavonoïdes et des acides phénoliques aux propriétés antioxydantes sont également présents dans le basilic.

On retrouve également dans le basilic du bêta-caryophyllène (BCP), un composé anti-inflammatoire naturel. Cette substance permet de lutter contre l’inflammation intestinale et l’arthrite rhumatoïde.

En Inde, le basilic Tulsi ou basilic sacré est cultivé pour des raisons religieuses et médicinales ainsi que pour son pour son huile essentielle. Il est couramment utilisé dans la médecine ayurvédique. On traite notamment des affections telles que le diabète, les troubles respiratoires, l’impuissance, les allergies et l’infertilité. Il serait un élixir de vie apte à promouvoir la longévité.

 

Les Égyptiens avaient déjà découvert les propriétés antibactériennes du basilic. Les feuilles fraîches utilisées permettent de désinfecter.

Riche en camphre, le basilic est efficace contre les rhumes, la grippe car il dégage les voies respiratoires. Une étude allemande montre que le basilic augmente la production d’anticorps de 20 %. On peut également l’utiliser en traitement contre la toux, pour calmer les maux de gorge. En gargarisme il soulagera les infections buccales.

Le basilic est également réputé pour ses vertus apaisantes et équilibrantes du corps et de l’esprit. Il atténuerait sensiblement les troubles nerveux, comme le stress, la déprime, l’irritabilité. En tisane il permet de bien dormir donc d’avoir un sommeil réparateur.

On confère également au basilic des propriétés digestives. Utilisé en infusion ou décoction, le basilic facilite la digestion, réduit les flatulences, les ballonnements et est un excellent vermifuge naturel. On peut également mâcher une feuille pour calmer une indigestion passagère. Il traite les diarrhées, les vomissements et les nausées. Il préviendrait les ulcères gastriques.

En usage externe, le Basilic sert à traiter la perte d’odorat (principalement celui provoqué par le coryza chronique). Pour ce faire il suffit d’inhaler de l’huile essentielle de basilic, ou des feuilles sèches pulvérisées. Elles seront également un excellent remède d’appoint contre les piqûres de serpent ou de guêpes.

 

En cas d’acné, appliquer quotidiennement de l’huile de Basilic sur la peau, le résultat est surprenant.

Par ailleurs, le basilic séché est une excellente source de vitamine K, la vitamine de la coagulation. Cette vitamine est indispensable à la fabrication de protéines participant à la coagulation du sang. Elle joue également un rôle important dans le bon développement du tissu osseux et aide à prévenir l’ostéoporose.

Avec des feuilles fraîches écrasées on peut faire des compresses pour guérir les irritations cutanées, le feu du rasoir ou les piqûres d’insectes, les coups de soleil.
Pour éloigner les moustiques de la peau, appliquer de l’essence de fleurs de basilic et disposer un pot de basilic sur un rebord de fenêtre, il éloignera les moustiques.

On retiendra donc du basilic les bienfaits suivants:
En usage interne les feuilles de basilic sont:
– toniques du système nerveux,
– stomachiques (stimule les fonctions de l’estomac),
– antiseptiques de l’intestin,
– antispasmodiques (calmant et faisant cesser les spasmes des organes),
– carminatives (font cesser la fermentation et font expulser las gaz intestinaux),
– légèrement laxatives.

Elles sont indiquées pour soigner (en complément du traitement médical):
Le surmenage intellectuel, angoisses, migraines, vertiges et palpitations d’origine nerveuse.
Digestion lente, aérophagie, spasmes digestifs, gastrites, infection intestinale, entérite, flatulences, constipation légèr

 

Repost 0
Published by Abdo RAAD
commenter cet article
26 août 2013 1 26 /08 /août /2013 22:58

كلمة غبطة البطريرك غريغوريوس الثالث الكلِّيِّ الطُّوبى بطريرك أنطاكية وسائر المشرق والاسكندريَّة وأورشليم للرُّوم الملكيين الكاثوليك في سيامة الأب نيقولا أنتيبا مطرانًا على أبرشيَّة جبل العرب وحوران دير المخلِّص 25/آب/2013  

 

كلمات كتبتها في شهر تموز وأنا في فرح مسبق برسامة المطارنة الثلاثة الجدد في بطريركيَّتنا وكنيستنا الرُّوميَّة الملكيَّة الكاثوليكيَّة أحملها إلى أخي المطران الجديد وهي تذكير لرعاة الكنيسة على مختلف خدمتهم!

- كونوا رحماء! لا تتعبوا أن تكونوا رحماء.

- لا تتركوا الأمل يهجر قلوبكم.

- كونوا رعاة وليس موظفين.

- كونوا معاونين للآخرين وليس مكان الآخرين.

- الكنيسة ليست NGO ولكنها حياة بالروح.

- الكنيسة المنغلقة هي كنيسة مريضة.

  الشباب: - اهتمّوا بالشباب: هم يبنون الكنيسة معكم. - ولتبق الكنيسة شابة في عهدكم.  -وربُّوهم على ثقافة وحضارة محبَّة الآخر. - لا نخف أن يكون هدفُنا أن نغيِّر العالم (هكذا تعلّمنا لما كنّا طلابًا صغارًا! اليوم بعض الكهنة يهزؤن من أولئك الذين يحلمون أن يغيّروا العالم)

 عام الإيمان:-  ليكن لك أيُّها المطران الجديد برنامج حياة. وطِّد أيُّها المسيح الإله الإيمان القويم المقدَّس... المهم المحافظة على الإيمان، على الهويَّة، وعلى الانفتاح. - ساعدوا رعاياكم على أن يحبّوا إيمانهم... وأوجدوا مناسبات لكي يحتفل المؤمنون بإيمانهم ويرقصوا ويصفِّقوا لإيمانهم... ويحبّوا إيمانهم لأنَّ غاية الإيمان هي المحبَّة. - وليبق نور الإيمان مشعشعًا في قلبكم وقلوب مؤمنيكم (نور الشرق)

الإنجيل: - بولس يتكلَّم عن "إنجيلي": اجعلوا الإنجيل إنجيلكم الخاص تحملونه بنوع جديد إلى عالم دائم التجدّد، إلى عالم يرفضه ولكنّه يحتاج إليه رغم رفضه له. ولا تنسوا أن تحملوا الإنجيل جميلاً جديدًا إلى رعيَّتكم. - اجعلوا كل واحدٍ من أبناء رعاياكم حامل الإنجيل إلى العالم في الأبرشيَّة وفي البلد. - لا تحجبوا إيمانكم في قلبكم، في أبرشيَّتكم، في رعيَّتكم. - يسوع يرسلنا إلى أين؟ لا حدود! لا مجموعة! يرسلنا للجميع. - وحتى لمن لا يريدون البشارة أو لمن لا يهتمّون بالبشارة!

كنيسة بلا حدود: - اذهبوا إلى العالم! ليس بالمفرد ولكن بالجمع! بالمفرد مهم وبالجمع أيضًا مهمّ: أن تُسمَع كلمةُ الله، بالمفرد والجمع وأن نحملها للجميع. - كونوا خدَّامًا للشعب... وليس أسيادًا للشعب! مرة في السنة يغسل المطران أرجل الكهنة والشعب... جميل أن يتكرر هذا الغسل الشريف السيدي. - كونوا مع الناس، قريبين إلى الناس... ولاسيَّما في الظروف الراهنة.

 كنيسة على الطَّريق: - لاقوا الناس! زوروهم! كونوا كنيسة، كهنة، مطارنة على الطريق. - بعد طقس الرسامة والزلاغيط الجميلة طلب لحظة من الصمت للصلاة لأجل المطران الجديد والكاهن الجديد. - اذهبوا إلى الدساكر يقول يسوع! يعني ذلك: اذهب يا مطران يا كاهن إلى الأطراف، إلى الهوامش والمهمَّشين والمهشَّمين والبعيدين تجعل الجميع قريبين! ولكي تحمل إليهم بشرى تعاليم الإنجيل المقدَّس، فيكون مؤمنو رعايانا في كنيستهم ومجتمعهم وأوطانهم نورًا وملحًا وخميرة. - وردِّدوا لرعاياكم: لا تخفْ أيُّها القطيعُ الصَّغير! فإنَّ لكَ الدَّور الكبير مع ولأجل القطيع الكبير. ومبروك + غريغوريوس الثَّالث بطريرك أنطاكية وسائر المشرق والإسكندريَّة وأورشليم للرُّوم الملكيِّين الكاثوليك

Repost 0
Published by Abdo RAAD
commenter cet article
16 août 2013 5 16 /08 /août /2013 15:12

Le città degli affetti

Si ritiene che questa conversazione, a lungo perduta, sia avvenuta tra il Gran Kan e Marco. Secondo altre interpretazioni sarebbe un sogno. Più probabilmente, sono accadute entrambe le cose.

 

Chiese a Marco Kublai:

- Che mi dici della città degli affetti? Ve n’è una? Dove si trova? O tale luogo non esiste?

Marco fissò il Kan, increspò un attimo le labbra prima di rispondere, facendo fiorire un piccolo sorriso.

- Sì che esiste, ma non si tratta di una città; ve ne sono innumerevoli. Sono tutte simili, pure hanno particolarità diverse.

Incuriosito, ribattè il Kan:

- È cosa che si può descrivere, o sfugge all’umana comprensione?

E Polo:

- Tenterò. Sono città interiori, esse esistono nell’anima e possiamo dire da sempre. Erano già vecchie quando le città-rovina della Sogdiana non avevano ancora un nome. Se mi chiedi di descriverle, non potrò rispondere nel modo che s’usa con le città ordinarie, perché queste città non lo sono, nè ne rispettano le leggi. Dovrò quindi procedere per accenni, per allusioni; se tentassi di dartene un’immagine precisa, fallirei, perchè esse sono molto di più. Ti darò allora degli sprazzi, degli indizi, apparentemente vaghi, ma avranno la forza di creare nella tua immaginazione mille rappresentazioni ed oltre: ti richiameranno tutto ciò che queste città sono, e non sono.

- Chi vi abita?

- Questo è facile a dirsi. Noi, e chi amiamo. La nostra metà, se esiste e se ci siamo riconosciuti in lei. Ne occupa il centro, la parte interna che è la più splendida; orlata di giardini percorsi da profumi, vi sbocciano fiori ogni giorno. No... non sono i giardini che già conosci, non sono come quelli del tuo palazzo; ma molto più belli. Poi, ci abitano i nostri padri; e i padri dei nostri padri; e i loro padri e così via... E oltre a loro, i nostri familiari; le nostre amicizie, a partire da quelle più care. Ognuno occupa un posto preciso.

Il Kan osservava Marco con grande attenzione. Proseguì Marco:

- Come descriverle queste città? O, come non-descriverle? Non sono città ordinarie. Non hanno strutture consuete, vie, palazzi, parchi, comunque non ne hanno nel modo che ti aspetteresti. Non hanno struttura ma hanno un’architettura.

- Questa architettura, come si definisce? Quali sono le sue fondamenta?

- Non possiamo parlare di fondamenta. Se ne avessero, si sgretolerebbero come quelle delle nostre città, aggredite dai venti del deserto. È l’architettura che le tiene insieme. Non fondamenta, mura, colonne; ma appigli. Talvolta invisibili; ma saldi. Tali città devono e possono resistere a qualsiasi tempesta, anche quelle più forti, incontrollate... le tempeste delle emozioni. Si trova sempre un appiglio per tutte le situazioni, per ogni difficoltà; anche quello non costruito, ma previsto.

Chiese a Marco Kublai:

- C’è sempre un appiglio, dunque? Se è così, perchè spesso gli amori si spengono, gli affetti si disconoscono? Non è questo lo sgretolarsi di cui parlavi prima?

- Ciò avviene perchè non si tratta di ordinarie città, ed è un fallimento nostro, non loro; chè non le comprendiamo. Le città in cui abitiamo vivono da sole; sì, certo, organizzano scambi, commerci con altre. Ma fondamentalmente bastano a se stesse. Vedi, le città di cui ti parlo io invece non bastano a se stesse. Sono resistenti ma delicate... Hanno tutto eppur richiedono un completamento. Esse si completano davvero con le loro gemelle. Ogni città ha un suo specchio; la mia città si specchia innanzitutto in quella della mia amata. Come lo specchio corretto restituisce la stessa immagine che vi perviene e non la altera, così funziona anche per loro. Se alla città non corrisponde una sua gemella, quell’architettura che la definisce pende nel vuoto. Al primo soffio di turbamento del cuore, vacillerà. Ogni sostegno, ogni appiglio ha un suo opposto. Se ne viene a mancare uno il tutto s’indebolisce. La mia città interiore trova senso e rispondenza se la sua gemella la rispecchia. Se così non è l’immagine che ho io della città gemella è diversa da com’è in realtà. E questo vale per ogni persona, per ogni affetto che trova posto nella mia città. Io pure devo trovar posto simmetrico nella città di costui o costei.

Un po’ rabbuiato, chiese quindi il Kan: - Che fare di quegli amori, di quegli affetti che si sono spenti ormai?

Marco sorrise, quasi ad addolcire le parole che andava a pronunciare: - Alcuni, se le loro braci non sono del tutto spente, si possono ravvivare recependo quanto t’ho detto sopra. Ma è un lavoro che non si fa da soli, richiede sforzo e partecipazione di due persone.

- E gli altri? Quelli la cui ultima brace non è più neppure tiepida?

- Quelli... purtroppo quelli ci possono servire come esperienza; per evitare di ricommettere sbagli futuri. Quelle braci inerti, si possono e si devono usare come cemento per rafforzare la nostra città. Anche se, ti dico, non bisogna sottovalutarne la vitalità. Ho visto ciò che sembrava cenere spenta, insensibile al tatto, ravvivarsi con un soffio profondo. Ma, come ti dicevo, si tratta d’un soffio gemello, deve provenire in sincronia da due cuori, con un’unica intensità e partecipazione.

- Se ti chiedessi se conosci il segreto per tener vive queste città, potresti rispondermi?

- Esse, affinchè prosperino, devono essere popolate, di una partecipazione viva. Sono città che si animano nel nostro sguardo; non le dobbiamo lasciar giacere in solitudine. Il cerchio degli amati che vi trovano ospitalità deve essere ampio, ma non di convenienza. Queste città vivono in relazione alle loro gemelle nei cuori di chi ci è caro; trascura questo fatto e lentamente scivoleranno tra le sabbie dell’oblio. Esse... ospitano più persone di quanto non si creda. Fioriscono e si espandono secondo bisogno; non sono ristrette nello spazio. Anche il rapporto più formale vi si può collocare. Mio Kan, ti confesso che un’ala della mia città è dedicato a te. Lo dico con innocenza; sentirai che non v’è convenienza nelle mie parole.

Del Gran Kan s’incrinò lo sguardo; si tuffarono nelle braccia l’uno dell’altro.

 

Repost 0
Published by Abdo RAAD
commenter cet article
13 août 2013 2 13 /08 /août /2013 09:17

 

وفد من الرهبانية المخلصية يجول على فاعليات الاقليم وصيدا مهنئاً بعيد الفطر

وتأكيد على أهمية وضرورة التواصل والتلاقي والانفتاح والتمسك بالعيش الواحد

 

اقليم الخروب – احمد منصور

قام وفد من الرهبانية المخلصية، برئاسة الرئيس العام الأرشمندريت انطوان ديب، يرافقه الأباء عبدو رعد ونبيل واكيم ونقولا صغبيني، بزيارة تهنئة لفاعليات منطقة اقليم الخروب ومدينة صيدا، لمناسبة عيد الفطر السعيد.

وكانت المحطة الاولى للوفد زيارة النائب محمد الحجار في بلدته شحيم، حيث عقد لقاء تم خلاله التشديد على اهمية التلاقي واستمرارية العلقة الاخوية والتاريخية بين دير المخلص وشحيم واقليم الخروب. وتحدث في اللقاء الأرشمندريت ديب فقال :" جئنا الى هذه الدار الكريمة والى هذه المنطقة، العزيزة على دير المخلص وعلى قلب لبنان وكل لبناني، دارة النائب محمد الحجار لنهنئه بعيد الفطر، ونأمل من هذه الرمال المتحركة التي يتخبط بها لبنان والمنطقة، ان تثبت، ونقوم ببناء الوطن على صخرة صلبة، وننا نتطلع الى كل ما يجمع اللبنانيين بعد صيام وصلاة الشهر الفضيل، فالله سبحانه وتعالى يرسل لنا النعم، فالنعمة التي نطلبها هي ان يعم السلام والطمأنينة والهدوء والازدهار في ربوع لبنان، وينفتح كل لبناني على الاخر لنعيش جميعا بألفة ويعود لبنان الى رسالته كما قال عنه الطوباوي البابا يوحنا بولس الثاني عندما زار لبنان."

الحجار

ثم تحدث النائب الحجار مرحبا بالوفد، مؤكدا ان لبنان عندما وجد حمل رسالة العيش المشترك والواحد والتقارب، مشددا على ان هذه الزيارة اليوم تجسّد هذا العيش، مشيرا الى ان الأباء في دير المخلص دائما سباقين ويحملون هذه الراية"، آملاً  "ان يبقى هذا الدير عامراً ويبقى لبنان وهذا التواصل بين اللبنانيين لما فيه خير لبنان عندما نغلب مصلحتنا الوطنية على اي امر آخر"، مؤكداً "انه عندها يعود لبنان الى تألقه والى الدور الذي نشأ من اجله"، متمنياً ان تكون الاعياد المقبلة قد ارتاح فيها لبنان واللبنانيين عندما نجتمع كلنا حول الدولة اللبنانية الواحدة التي تحميننا جميعاً".

الوزير ترّو

بعدها زار انتقل الوفد الى بلدة برجا، وزار الوزير علاء الدين ترّو، وقال الأرشمندريت ديب :" زيارتنا لمعالي الوزير، زيارة معايدة، فالعيد يكتمل عندما تجتمع العائلة، فنحن نعتبر دير المخلص وبيت الوزير ترو واقليم الخروب عائلة واحدة، فعندما يحتفل شقيقنا بالعيد، نكون نحتفل نحن، ونتمنى ان لا تكون فرحة العيد فقط في لحظة العيد، فنأمل ان يمتد العيد على مدار السنة حتى تتغير حياتنا ويتغير بلدنا ومجتمعنا ويكون هذا الانفتاح والتواصل دائم، ويكون فرح العيد دائما في كل يوم من حياتنا على الرغم من كل المفرقعات التي تحيطنا والبركان الذي يغلي من حولنا، فكلما كنا منفتحين على بعضنا البعض وقلبنا على قلب بعضنا ويدنا مع بعضنا، عندها نبقى في العيد ويسير لبنان بخير وسلام ونبعد عنه قدر المستطاع شظايا ما يجري في المنطقة".    

بدوره أكد الوزير ترو " ان علاقتنا مع دير المخلص بشكل عام ومع كل الآباء المتعاقبين ورؤساء الرهبنة المخلصية علاقات جيدة، نظرا للدور الكبير الذي يلعبه دير المخلص في الجوار وفي المنطقة من خلال احتضانه الناس، خصوصاً في الفترات الصعبة التي مر ت على الوطن"، مشيرا الى "ان فدير المخلص له مكانة خاصة في قلوبنا"، لافتا الى "ان  جهودنا المشتركة هي في سبيل الخير للمنطقة واهلها، مؤكدا العمل سويا ومع آباء الرهبنة المخلصية  لتنمية المنطقة وتعزيز روح العيش المشترك والتعاون بين ابنائها".

صيدا  

بعدها انتقل الوفد الى مدينة صيدا وزار رئيس بلدية صيدا السابق الدكتورعبد الرحمن البزري، الذي رحب بالوفد مؤكدا على استمرارية تواصل العلاقة مع الدير، منوها بدور الأرشمندريت ديب ودير المخلص في المنطقة، معرباً عن امله في تحقيق كل ما يصبو اليه على المستوى الوطني والروحي.

الجماعة الاسلامية

ثم زار الأرشمندريت ديب والوفد المرافق مركز الجماعة الاسلامية، والتقى المسؤول التنظيمي احمد الجردلي وعدد من المشايخ ومسؤولي الجماعة، وتحدث الأرشمندريت ديب فقال :" ليست المرة الاولى التي نزور بها هذه الدار الكريمة، ولكن للمرة الاولى بصفتي رئيسا عاما للرهبانية المخلصية، وهذه زيارة تهنئة ومعايدة وتمنيات ان يرتاح لبنان وسوريا والشرق كله، لأنه كفانا حرباً وتدميرا، فنتمنى ان يعم السلام في بلدنا وفي محيطنا وان يبقى التواصل والانفتاح والتلاقي بيننا جميعا كعائلة واحدة، فلبنان بكل اطيافه عائلة واحدة، مشيرا الى ان هذه هي  رسالتنا كلبنانيين من خلال هذا العيش الواحد والتواصل والمحبة والانفتاح."

بدوره تحدث الجردلي فشكر الارشمندريت والاباء على هذه الزيارة في هذا اليوم المبارك، مؤكدا ان صيدا مدينة انفتاح وتواصل عبر التاريخ، متمنيا ان يبقى التواصل مستمرا وان يكون العيد خير على لبنان وعلى المنطقة.

التنظيم الناصري  

كذلك زار الوفد الامين العام للتنظيم الناصري الدكتور اسامة سعد، وكانت مناسبة تم خلالها التداول في الاوضاع العامة، وتحدث الارشمندريت ديب مؤكدا ان هذا البيت العريق له مكانة خاصة، مشددا على اهمية التواصل  واشاعة الروح الوطنية بين ابناء اقليم الخروب وصيدا وشرقها وجزين لما في خير لبنان، آملا ان تحل بركة العيد وثماره  على الوطن وفي النفوس لكي نزيل الحواجز والعيش معا بشكل طبيعي، معربا عن امله ان يكون هذا العيش الواحد مثلا للمنطقة كلها وللبنان، متمنيا ان لا يتأثر لبنان بما يجري حوله، آملا ان يتأثر الاخرين بلبنان وميزة العيش الواحد فيه.

بدوره قال الدكتور:" شرف كبير لنا ان نستقبل اليوم الآباء الأجلاء، وعلى رأسهم الرئيس لعام للرهبانية المخلصية الأرشمندريت انطوان ديب، متمنيا ان يحمل العيد السلام للبنان والعالم العربي، مؤكدا انها مناسبة للتأكيد على معاني التسامح والمحبة والعدل والانصاف والرحمة والصدق والامانة التي تحملها كل رسالات الأديان، مشددا على اهمية وضرورة التمسك بهذه المعاني والقيم السامية التي اكدت عليها كل الاديان، للخروج من الازمات  والمشاكل.

واضاف " اليوم وفي عيد الفطر السعيد نجدد الدعوة للتمسك بهذه القيم، فدور الأباء الأجلاء وكثير من رجال الدين يحملون هذه القيم وينشروها بين الناس، ونحن بحاجة في هذه المرحلة لنشر هذه القيم بدل ما يقوم به البعض من نشر للأحقاد والكراهية والضغائن في مجتمعنا.

كما زار الأرشمندريت ديب مهنئا بالعيد النواب علي عسيران وعبد اللطيف الزين وهتني قبيسي والمفتي الجعفري في صيدا محمد عسيران وامام النبطية.

 

abdo 5770

abdo-5786.jpg

abdo-5807.jpg

abdo-5817.jpg

abdo-5840.jpg

abdo-5884.jpg

abdo-5916.jpg

Repost 0
Published by Abdo RAAD
commenter cet article

Présentation

  • : Le blog de P Abdo RAAD
  • Le blog de P Abdo RAAD
  • : Nouvelles et chronique du travail social et des activites du P abdo RAAD
  • Contact

Profil

  • Abdo RAAD
  • site pour nos activites et notre travail social... vous pouvez collaborer et aider
  • site pour nos activites et notre travail social... vous pouvez collaborer et aider

Texte Libre

Rechercher

Catégories

Liens