Overblog Suivre ce blog
Editer l'article Administration Créer mon blog
22 mars 2013 5 22 /03 /mars /2013 07:17

 


Notizie dell’Ordine

Un aneddoto su Papa Francesco


Padre Diego Bernal Hadad, Shc.P., ci scrive:

Quando ero Assistente Generale per l’America, organizzavo, ogni anno, un incontro dei Superiori Maggiori di America. Questi incontri prendevano inizio con un ritiro, continuavano con alcune conferenze sulla realtà sociale, religiosa ed educativa del posto, e successivamente dedicavamo i giorni restanti rispetto al tema centrale dell’incontro e ai temi previsti in programma che avevamo fra le mani.

Nel febbraio del 2005 ho organizzato l’incontro a Buenos Aires e, dopo esseremi consultato con l’allora Provinciale di Argentina, Hernesto Herrmann, rispetto alla scelta di una persona che avrebbe potuto aiutarci, mi suggerì il nome del Cardinale Bergoglio.

Dopo la giornata di ritiro, abbiamo avuto modo di approfondire lo studio della realtà Argentina e Latinoamericana ed attendevamo l’arrivo del Cardinale, ma non arrivò. Con una certa delusione, perché ho dovuto ristrutturare rapidamente la agenda, ma capii questa defezione, e mi dissi: “Un cardinale è una persona molto importante ed occupata, qualcosa sarà accaduto, sarà forse la volontà di Dio”.

Il terzo giorno stavamo in meditazione e pregando le lodi, quando mi si avvicinò la portiera della Scuola Calasanz e mi disse a voce bassa: “Padre Diego, c’è un Padre che la sta cercando in portineria”. Qualcosa mi suonava strano.

Uscii dall’Oratorio dei bambini nel quale eravamo riuniti, mi diressi verso la portineria e lì mi trovai di fronte ad un sacerdote magro, e lo salutai: “Buongiorno padre, in cosa posso esserle utile?”. “Buongiorno Padre Bernal, sono Jorge Bergoglio, sono venuto a presentarle le mie scuse perché ieri avevo un appuntamento qui, ma ho letto male la agenda credendo che il nostro incontro fosse oggi”. Aprii gli occhi, pieni di sorpresa per la semplicità con il quale si presentava, per le parole dette, per la sua umilità nel riconoscere un suo errore e per aver chiesto scusa, e gli dissi “Eminenza, non deve chiedermi delle scuse, capiamo perfettamente”. Lui insistette: “Padre, mi permetta di scusarmi davanti agli altri padri e poi me ne vado, perché immagino abbiate tanto lavoro da sbrigare”. “Eminenza, stiamo pregando, venga pure e rimanga con noi a fare colazione e dopo, se avrà del tempo a disposizione, ci piacerebbe ascoltarla perché potrà farci solo del bene”, gli dissi. “Padre, non voglio infastidirvi e cambiare i vostri piani di lavoro, mi permetta solo di chiedere scusa.” Ed io aggiunsi: “Dove ha lasciato la sua automobile? Così la mettiamo nel parcheggio.” “Io sono venuto in autobus Padre, non si preoccupi”. Rimasi di stucco.

Arrivammo in oratorio e gl indicai un posto in prima fila, ma il Cardinale si sedette dietro. Alla fine della preghiera lo presentai cedendogli quindi la parola e disse: “Padri, sono qui a presentarvi delle scuse perché mi attendevate per ieri, ho letto male la agenda e solo oggi mi sono reso conto che invece di pregare con l’ufficio del Santo “X”, ho recitato le lodi come fosse un giorno qualunque. Come avrete notato, in questi giorni sono sono un po’ confuso”. La risposta dei padri è stata un sorriso e un applauso.

Dopo avergli presentato il P. Generale, Jesús Lecea, e i Superiori Maggiori, accettò il nostro invito a condividere la colazione. In quel frangente gli chiesi: “Eminenza, ha degli impegni previsti per dopo? Avrebbe voglia di dare un suo contributo, quello previsto per ieri, alla nostra conferenza?”. “Padre, non ho impegni nell’immediato, ma credo che abbiate già una agenda di impegni, e già ieri ve l’ho sconvolta, non vorrei farlo anche oggi”. “Non c’è nesun problema, Eminenza, i programmi cambiano, e noi non abbiamo la opportunità di ascoltarla spesso”.

Il Cardinale nel suo intervento è stato umile, molto chiaro e diretto, e resta agli atti, redatti e consegnati dal P. Pini, il segretario, quanto segue. “L’inizio della sessione è stata presieduta da sua Eminenza, il Cardinale Arcivescovo di Buenos Aires, Mons. Jorge Mario Bergoglio, il quale ci ha diretto un saluto e ci ha incoraggiaro a realizzare un lavoro “centrifugo”, finalizzato non al concentrarci su noi stessi, affinché sappiamo, invece, lasciare che le nostre pecore restino nel recinto, ed uscire a cercare quelle rimaste fuori, trovando delle nuove forme per avvicinarci a coloro che sono lontani, senza sentirci mai soddisfatti del lavoro che facciamo”.

Al termine, quando lo accompagnai in portineria, avrei voluto consegnargli una busta con del denaro per le sue necessità o le sue opere, e lui mi disse: “Per niente al mondo, lo dia alla opera di educazione con i poveri che state portando avanti”. “Grazie Eminenza, ma almeno mi permetta di pagarle il suo viaggio in taxi, perché non ho persone a disposizione che possano accompagnarla”, gli risposi. “No, grazie, Padre, io viaggio in metropolitana, e arrivo più rapidamente”.

Un uomo umile, semplice, povero, intelligente, evangelico


Diego Bernal Hadad, Shc.P.

Partager cet article

Repost 0
Published by Abdo RAAD
commenter cet article

commentaires

Présentation

  • : Le blog de P Abdo RAAD
  • Le blog de P Abdo RAAD
  • : Nouvelles et chronique du travail social et des activites du P abdo RAAD
  • Contact

Profil

  • Abdo RAAD
  • site pour nos activites et notre travail social... vous pouvez collaborer et aider
  • site pour nos activites et notre travail social... vous pouvez collaborer et aider

Texte Libre

Rechercher

Catégories

Liens