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25 septembre 2013 3 25 /09 /septembre /2013 23:50

Intervista P Talal Maaloula

 

- Buon giorno padre Talal. Come va. (Talal Taalb, prete salvatoriano da Maaloula)

- Bene, grazie. Sono tornato oggi da Damasco dopo aver celebrato i funerali dei martiri di Maaloula, tra cui c’è anche il mio genero. E una catastrofe per la nostra famiglia e tutti i cristiani di Maaloula. Il mio cugino è ostaggio con tre altri parenti. 4 persone sono state assassinate. 11 persone prese in ostaggio. Altri circondati nel convento di Santa Tekla con bambine orfane. Più di 450 famiglie cristiane (questi hanno le loro abitazioni solo a Maaloula) hanno scapato e sono senza tetto. Non c’è più nessuno a Maaloula. Più di 2000 persone cercano abitazione.

- mi parli di cristiani, ma ci sono anche musulmani a Maaloula, cosa fanno?

- Sì, è vero. Il quarto quasi degli abitanti di Maaloula sono musulmani. Questi sono usciti dal villaggio la notte prima dell’inizio dei conflitti, credo che sono stati avvisati dall’opposizione per uscire. Alcuni dei musulmani di Maalouloa sono tra i guerrieri fanatici dell’opposizione. Ormai il vivere insieme tra cristiani e musulmani diventa molto difficile. Noi cristiani non siamo armati, abbiamo bisogno di un governo che ci protegge e questo governo non c’e più a Maaloula.

- ora come è la situazione?

- I combattimenti a Maaloula continuano. Le bande islamiste sono entrate nel villaggio. Hanno costretto la gente ad inviare messaggi falsi per velare la loro brutta figura. Alcuni, molto fanatici, hanno profanato i simboli della cristianità. Hanno occupato e rubato chiese e case e le hanno trasformate in campi di guerra. L’esercito ha sparato sulle case per liberare il villaggio e cosi le nostre case ed i nostri luoghi di culto sono distrutte. Il convento storico di Sergio e Bakho è occupato dai ribelli con l’albergo vicino. E stato bombardato da tutte le parti. Non sappiamo nulla dei tesori storici e delle icone che sono state dentro.

- credi che l’esercito libererà il villaggio?

- non credo, perche i ribelli hanno le strade aperte su altri città da cui possono avere sempre armi e aiuti logistici. Come Yabroud il villaggio vicino a Maaloula dove purtroppo i cristiani sono costretti a scappare e lasciare le loro case o pagare la Jizia (contributi ai fanatici). Di un'altra parte i militari regolari non possono usare armi robusti per non causare danni irreparabili agli edifici storici. Questi militari poi, sembra che hanno tanto da fare se l’America continua la sua minaccia contro la Siria. Per questo credo che la guerra a Maaloula non finisce velocemente. I rifugiati non torneranno presto nelle loro case.

- dove sono andati i rifugiati e quali sono i loro bisogni.

Padre Talal prende un respiro lungo e dice:

- i nostri bisogni e loro bisogni sono tantissimi. Abbiamo bisogno della pace prima di tutto. Abbiamo bisogno che il mondo mette giù gli armi. Il nostro paese non fabbrica armi ne chimiche ne normali. Abbiamo bisogno che il mondo pensi a noi. Il mondo parla di Maaloula come simbolo del cristianesimo in Siria in cui si parla ancora la lingua di Gesù. E il solo luogo in cui la gente parla ancora l’aramaico. Ma sembra che il mondo non ha più interessi a questi simboli. Non li importa che monasteri e chiese antiche siano danneggiate. Abbiamo bisogno Di ricostruire le nostre chiese simbolo della nostra esistenza e del valore umano di vivere insieme in pace con tutti gli altri. Abbiamo bisogno di ricostruire nostre case. La gente ha bisogno di piangere ancora di più!. La gente ha bisogno di pagare l’alloggio a Damasco o in Libano dove sono scappati. Hanno bisogno di tutto, perche sono scappati in una notte senza luna. Hanno lasciato tutto nelle loro case. Tutto è rubato. Tutto e distrutto. Hanno bisogno del mangiare e del bere. Hanno bisogni di soldi dopo aver perso i loro piccoli lavori agricoli nel villaggio. Hanno bisogno di mandare loro bambini alle scuole.

Abbiamo bisogno della preghiera e della speranza. Ti prego di venire pregare con noi domani oggi alle 5 nel vescovato dei melkiti a Beirut. vogliamo pregare per il riposo delle anime dei nostri martiri, all’intenzione dei feriti, dei profughi e degli ostaggi…

- sicuramente domani saremo tutti li. E la festa di Santa Tekla che ha un monastero a Maaloula.

- sì. In questo monastero ci sono ora quasi 40 persone (suore e bambine orfane e alcuni rifugiati) che non hanno più nulla. Non possono uscire a causa dei bombardamenti continui. Nel villaggio non c’è nessun negozio. Si fanno appello alla croce rossa e agli ONG per venire al loro aiuto.

- Padre Talal, finalmente, cosa pensi del futuro di Maaloula.

- il nostro destino e oscuro. Siamo ormai profughi come tanti altri siriani. La nostra situazione è più difficile. I conflitti non finiscono presto, credo. E noi come cristiani, di un lato, non siamo benvenuti dai fanatici che occupano una parte del villaggio, e di un altro lato siamo poveri, e noo è facile per noi ritornare e ricostruire in un mondo in cui mancano gli aiuti. Ora viviamo il dolore e l’attesa. Questa vita continua per i mesi (e spero non per gli anni) prossimi.

- Grazie padre Talal. Cerchiamo di aiutare la gente tramite alcune ONG amiche. Speriamo bene nonostante tutte le contraddizioni.

 

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